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 Erano gli anni dei grandi mutamenti, gli anni in cui quell’economia devastata dalla guerra stava rifacendosi forza. Erano gli anni delle ricostruzioni e del boom economico. Anche nella piccola realtà alatrense il profumo di un’aria nuova si spargeva nell’aria. Flavio Fiorletta, allora Assessore alla cultura, contribuì in maniera determinante al risveglio del panorama culturale alatrense. Tra le diverse iniziative intraprese dall’illustre concittadino ce n’è una che ad oggi ancora sopravvive: è nel 1960 che si tiene ad Alatri la prima edizione del “Festival Internazionale del Folklore”. L’assessore Fiorletta fu l’anima e l’ideatore di una kermesse che ancora oggi regala alla cittadina ciociara attimi di colorata cultura, di sensazioni e di momenti. Con il Festival Flavio Fiorletta ha regalato ad Alatri sprazzi di interculturalità: ha portato il mondo a casa nostra. Giunto alla XXXIX edizione, il festival si presenta al pubblico con le  stesse linee di base di una volta: non è cambiata la voglia di una conoscenza interculturale, così come non è mutato il continuo confronto tra le tradizioni nostrane e quelle a noi lontane. La manifestazione, che negli anni si è fatta conoscere da un pubblico nazionale e internazionale sempre maggiore, si è arricchita di nuove sfumature.
La cittadinanza alatrense, a cui la kermesse è rivolta, acquista una sempre maggiore importanza.
L’intento dell’attuale organizzazione è quello di un maggiore coinvolgimento  quotidiano di ogni singolo spettatore per regalare a chiunque la possibilità di conoscere ritmi, danze e abitudini differenti. Non ultima la novità di un concerto gratuito, inserito tra le cinque giornate della manifestazione. Nella splendida cornice di Piazza Santa Maria Maggiore si esibiranno gli Acquaragia Drom, uno dei gruppi storici della musica popolare italiana che propone un divertente e appassionante spettacolo nello stravagante stile zingaro italiano.
L’intento della manifestazione è quello di produrre un’atmosfera onirica dove ogni spettatore potrà costruire il proprio “ponte” con il mondo; tutto questo affinché l’evento non sia solo un contenitore di esperienze e di tradizioni vissute ma sia anche fucina di nuovi stimoli per l’approfondimento e la scoperta di culture apparentemente lontane, ma in fondo così vicine.
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